domenica 20 novembre 2011

012 - Graziana Almirante

Graziana Almirante Alfio e Francesco si conoscevano sin da bambini. Avevano sempre condiviso tutto:le caramelle comprate al bar di piazza Vittorio Veneto, le figurine dei calciatori, il male alle ginocchia sbucciate nelle partite a calcetto e chissà , senza accorgersene, anche Veronica. I suoi occhi da cerbiatta avevano stregato i due giovani sin dall’arrivo della giovane in paese.
Era il primo giorno di scuola del lontano 1988. La piazzetta antistante la scuola era piena di fanciulli inquieti. Per Alfio e Francesco era l’ultimo anno di scuola elementare: ora i grandi erano loro e non mancavano di dimostrarlo con i loro atteggiamenti da capobranco ai tutti quei piccoli lupetti. Lì, tra quella folla rumorosa c’era lei, Veronica, la nuova arrivata dal Nord. Esile ma vispa come un folletto, stringeva la mano dei genitori come per timore di rimanere sola, come in cerca di quella sicurezza di cui non avrebbe mai avuto bisogno. Scrutava curiosa quei marmocchi dai grembiuli blu che si aggrappavano alle gonne delle madri piangendo e urlando affinché la maestra non li portasse con sé. Quasi meravigliata, osservava quell’enorme edificio giallo ocra dalle finestre blu. Era del tutto diverso dall’istituto da cui proveniva. Là non c’erano maestre, solo suore.
Proprio in quel momento, in mezzo a quella folla di ragazzini piagnucolanti, a madri attente a sistemare i capelli arruffati dei propri pargoli, tra padri irritati e ansiosi come in attesa di un treno in ritardo, accadde qualcosa che avrebbe segnato le vite dei tre ragazzi: gli occhi neri e profondi di Alfio incontrarono quelli verdi e luminosi di Veronica. L’amore stava trovando alloggio nei loro piccoli cuori. La gelosia in quello di Francesco.

continua e invia a romanzoapiumani@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento