venerdì 18 novembre 2011

002 - Tommaso Cimino

Dalle finestre lungo la via più stretta che aveva imboccato per tornare a casa, un odore asciutto e forte gli stringeva le narici; e pareva che i suoi stessi piedi si fossero attaccati meglio al terreno, una volta sceso — il leggero mal di mare che il lungo viaggio gli aveva provocato, finiva lesto lesto sull'acciottolato un po' sconnesso che conosceva bene.
Vi rivedeva le macchie verdissime del muschio leggero sui lati in ombra, e ai passi leggeri che metteva uno dietro l'altro rispondevano scricchiolii di pietrisco: una radio lontana era stata spenta d'un tratto su una canzone che conosceva, e si trattenne a stento dal fischiettarla — quel silenzio non andava turbato, e doveva risparmiare il fiato per salire.
In fondo, voleva sentire da lontano, in quel silenzio, il suono stesso dello sguardo di Veronica, che alla fermata non c'era ma sapeva essere lì, quasi in agguato, con un fiore giallo in mano.
(Tommaso Cimino) 15/11 h 14,30

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